Stavo nidificando quindi ho piantato una città Stavo nidificando quindi ho piantato una città

Stavo nidificando quindi ho piantato una città

Legno, tela, pittura acrilica, fagioli di Spagna, terra, valigia

Jasmine Johnson

Stavo nidificando quindi ho piantato una città è una scultura modulare vivente che immagina un futuro in cui la crescita di un fagiolo e la partecipazione a questa crescita diventano le fondamenta di un nuovo mondo. I fagiolini scarlatti sono disposti in una vasca, germogliando e radicando nell'arco di due settimane. Ogni fagiolo, raccolto e piantato dall'artista, viene annaffiato e gli viene dato il tempo di crescere, riflettendo sul modo in cui le persone si disconnettono da ciò che consumano, in particolare a causa delle migrazioni.

I fagiolini scarlatti sono originari degli altopiani dell'America centrale e meridionale, in particolare delle regioni montuose del Messico e del Guatemala, dove sono stati coltivati ​​dalle popolazioni indigene per migliaia di anni. Furono poi introdotti in Europa nel 1630. Questa migrazione transatlantica ne ha causato la perdita di utilizzo e scopo, trasformando il fagiolo in una pianta ornamentale e, in seguito, in una pianta destinata al consumo umano. L'attuale sistema agricolo provoca la stessa perdita di origine: i supermercati alienano le persone dai loro prodotti. Questo rende la pianta solo un altro oggetto da consumare, non da consumare e comprendere.

Come installazione in continua crescita e basata sul tempo, l'opera vede l'acqua non solo come un luogo di crisi e disconnessione, ma anche come un luogo di possibile attivazione e continuità nel tempo. L'acqua, come forza di trasformazione, trasforma il fagiolo da qualcosa di stagnante a qualcosa che genera vita. L'atto di coltivare e annaffiare trasforma anche la pianta in comunità; diventiamo più connessi ad essa e gli uni agli altri. Tutto, incluso qualcosa di piccolo come un fagiolo, è coinvolto con noi e dentro di noi, tramandato di generazione in generazione, una mentalità che cresce abbastanza da creare le fondamenta di un nuovo mondo. L'opera suggerisce un nuovo modo di essere; dove la conoscenza riemerge ed evolve, dove si sa da dove provengono le cose che ci circondano e dove si è completamente coinvolti nella crescita degli altri e, quindi, nella crescita del loro mondo.